L'OBESITÀ

Combatti l'obesità per migliorare la qualità della tua vita e sentirti bene col tuo corpo!

Mario Dini

Che cos'è la ginecomastia?

La  ginecomastia, dal greco “gyné” donna e “mastós” mammella, è un ingrandimento benigno della mammella maschile dovuto a uno sviluppo anormale di una ghiandola mammaria di grande dimensioni. Il 40-60% circa dei pazienti obesi presentano una ginecomastia di grado variabile, frequentemente moderato-severo, spesso associata alla presenza di un eccesso di tessuto adipocutaneo e di ptosi, scivolamento verso il basso, del complesso areola capezzolo.

La ginecomastia può essere classificata sulla base dell’approccio terapeutico, Classificazione di Letterman e Schuster:

Tipo I ► Incisione intra-areolare, senza eccesso cutaneo.

Tipo II ► Incisione intra-areolare con moderato eccesso cutaneo, correggibile con l’asportazione della cute mediante un’incisione periareolare.

Tipo III ► Escissione della cute del torace, con o senza spostamento del complesso areola-capezzolo.

Indicazioni alla terapia chirurgica della ginecomastia nei casi di obesità e forte dimagrimento 

  • Pazienti obesi con ginecomastia.
  • I pazienti che hanno avuto un calo ponderale importante e sono affetti da ginecomastia.
  • I pazienti con obesità localizzata, lipodistrofia, a livello delle mammelle.

Tecnica chirurgica della ginecomastia dopo un'importante perdita di peso

Molti pazienti che hanno avuto un calo ponderale importante rientrano nel Tipo III della classificazione di Letterman e Schuster. E’ necessaria l’asportazione della ghiandola e del tessuto adipocutaneo in eccesso mediante un’incisione extra-areolare, frequentemente nel solco inframammario. Quando la correzione della ginecomastia è realizzata con questa tecnica il complesso areola capezzolo verrà trasferito nella nuova posizione mediante un innesto.

Dopo l’intervento saranno presenti due cicatrici, una nel solco inframammario ed una periareolare.

Esito della Ginecomastia

Alcuni pazienti obesi, o che hanno avuto un calo ponderale importante, rientrano nel Tipo II della classificazione di Letterman e Schuster. L’asportazione della ghiandola e del tessuto adipocutaneo in eccesso sarà realizzata mediante un’incisione periareolare.

Trattamento della Ginecomastia

Dopo l’intervento sarà presente una cicatrice periareolare.
Frequentemente quando è eseguita questa procedura, con incisione periareolare, viene contemporaneamente realizzata anche la liposuzione in regione mammaria.

I pazienti obesi, o i pazienti che hanno avuto un calo ponderale importante, molto raramente rientrano nel Tipo I della classificazione di Letterman e Schuster. In questo caso l’asportazione della ghiandola e del tessuto adiposo in eccesso sarà realizzata mediante un’incisione periareolare. Non verrà asportata la cute.

Cicatrici della Ginecomastia

Dopo l’intervento sarà presente una cicatrice a semiluna nella porzione inferiore dell’areola.

Come si svolge la visita pre-operatoria?

Durante la prima visita il chirurgo valuterà attentamente la storia clinica del paziente, i precedenti interventi chirurgici, l’anamnesi farmacologica, l’eventuale presenza di allergie e le motivazioni che hanno spinto il paziente verso questa tipo di procedura.

E' molto importante che il paziente fornisca una storia clinica approfondita e dettagliata in quanto tutte le informazioni così ottenute possono prevenire l’insorgenza di complicazioni. Alla domande sui farmaci si deve includere qualsiasi integratore alimentare o preparato a base di erbe (ginkgo biloba, ginseng…) dato che questi possono influire sulla pressione arteriosa e sulla coagulazione. L'onestà riguardo al fumo e l’alcool è molto importante perché entrambi influenzano la capacità di guarigione e il tempo necessario al recupero.

Dopo aver esaminato la storia clinica il chirurgo valuterà le priorità e le motivazioni del paziente, affrontando tutti i suoi dubbi e tutte le sue preoccupazioni.

Al termine della visita il chirurgo indicherà le strategie terapeutiche più appropriate, spiegando i vantaggi e gli svantaggi delle diverse possibilità. A questo punto il paziente potrà prendere una decisione e, se lo desidera, verrà programmato l’intervento. La decisione di sottoporsi ad un intervento chirurgico è molto importante e deve essere valutata sempre molto attentamente.

Durante la visita i pazienti che lo desiderano possono farsi accompagnare da un familiare o da un amico.

Istruzioni per il paziente

  • Nei giorni precedenti l’intervento il paziente non dovrà assumere aspirina o altri farmaci, compresi i prodotti di erboristeria, che possano influenzare la coagulazione. Questi farmaci sono generalmente prescritti per patologie cardiocircolatorie e la loro sospensione, o la loro sostituzione, dovrà essere valutata e autorizzata dal medico curante.
  • Nei giorni precedenti l’intervento il paziente dovrà segnalare immediatamente al chirurgo l’insorgenza di raffreddore, mal di gola, tosse o malattie della pelle.
  • Nel periodo preoperatorio e postoperatorio il paziente dovrà astenersi dal fumo. Nel caso in cui risultasse particolarmente difficile il paziente dovrà ridurre il più possibile il numero di sigarette fumate ed informare il chirurgo.
  • Il giorno prima dell’intervento il paziente dovrà depilare il torace e praticare un bagno di pulizia accurato e completo.
  • A partire dalla mezzanotte del giorno prima dell’intervento il paziente non dovrà assumere cibi o bevande, se non diversamente indicato al momento del colloquio con lo specialista.
  • Il paziente dovrà indossare un indumento da notte con maniche molto comode e completamente apribile sul davanti.
  • Fin dal primo giorno postoperatorio il paziente sarà incoraggiato ad alzarsi da letto e deambulare, anche se il seno potrebbe essere ancora dolorante.
  • Gli antibiotici devono essere presi due volte al giorno, iniziando la sera prima dell'intervento e continuando per cinque giorni, fino al termine della confezione.
  • Dopo l’intervento il paziente dovrà indossare un corpetto elastico, di tipo chirurgico, per circa 1 mese.
  • Al momento della dimissione il paziente dovrà essere accompagnato a casa in automobile e lascerà l’ospedale con una medicazione compressiva che verrà rimossa dopo circa una settimana.
  • Una volta che il paziente viene dimesso la terapia antalgica, contro il dolore, sarà continuata con la prescrizione di paracetamolo in compresse da 1000 mg.
  • La maggior parte dei punti di sutura sono intradermici e riassorbibili, vengono degradati dall’organismo senza bisogno di essere tolti. Tuttavia, nel caso in cui fossero stati messi dei punti singoli, questi verranno rimossi dopo circa una settimana.
  • Durante le prime settimane dopo l’intervento è possibile che il paziente presenti delle alterazioni della sensibilità a livello mammario. Con il tempo queste alterazioni tenderanno a sparire, raramente dureranno più di 6 settimane.
  • Durante la prima settimana il paziente dovrà evitare di fare sforzi.
  • Dopo circa una settimana sarà possibile riprendere l’attività lavorativa.
  • Ci si deve astenere da qualsiasi attività fisica intensa per 2 settimane.
  • Eventuali attività sportive possono essere riprese dopo 1 mese, salvo diversa indicazione del chirurgo.
  • Si deve evitare l’esposizione ai raggi solari della cicatrice per almeno 60 giorni. Per circa un anno si dovrà mettere sulla cicatrice una crema solare con protezione 50+, per evitare che questa assuma un colore diverso, più curo, rispetto a quello della cute circostante.
  • Nei primi 6 mesi dopo l’intervento le cicatrici saranno più evidenti ma con il tempo miglioreranno gradualmente e, dopo circa un anno dall’intervento, perderanno il loro aspetto rossastro e rilevato. Alcuni individui sono a maggior rischio di sviluppare delle cicatrici molto evidenti (ipertrofiche, cheloidee…) dopo un qualsiasi tipo di intervento, non importa quanto bene sia stata fatta la sutura o quanto scrupolosamente il paziente abbia seguito i consigli del medico. Le persone con fototipo scuro sviluppano più frequentemente degli altri delle cicatrici ipertrofiche o cheloidee perché geneticamente predisposti.

Che tipo di anestesia viene praticata?

L'anestesia è un aspetto essenziale di qualsiasi intervento chirurgico e deve essere eseguita sempre nel modo più sicuro.

L'anestesia generale è la forma più profonda di anestesia. Il paziente è addormentato, non sente dolore e non ricorda la procedura. Questo tipo di anestesia è di solito quella preferita negli interventi per la correzione della ginecomastia di tipo II e di tipo III.

La sedazione intravenosa è una combinazione di anestesia locale e di sedazione per via endovenosa. Il paziente respira in modo autonomo ma si trova in uno stato di sonno profondo durante tutta la procedura. Non sente nessun dolore e non si ricorda della procedura. La sedazione intravenosa può essere usata negli interventi per la correzione della ginecomastia di tipo I.

Una forma intermedia di anestesia, e relativamente nuova, è la maschera laringea (LMA, laryngeal mask airway). Con la maschera laringea il paziente respira in modo autonomo ed i gas anestetici lo mantengono addormentato durante tutta la procedura. Al termine dell’intervento i gas sono chiusi e ci si sveglia dal sonno. Il paziente non sente alcun dolore e non ricorderà la procedura. Questo tipo di anestesia è una valida alternativa all’anestesia generale, sempre che ci siano le indicazioni e le condizioni.

Cosa posso aspettarmi dalla ginecomastia?

Immediatamente dopo l'intervento il paziente noterà il cambiamento anche se per alcune settimane potrebbe persistere un lieve gonfiore.

Il chirurgo inviterà il paziente ad indossare il corpetto elastico per circa 3 settimane dopo l’intervento. Entro pochi giorni il paziente potrà tornare alla normale attività quotidiana anche se durante la prima settimana deve evitare di fare sforzi. Si potrà tornare all’attività sportiva dopo un mese dall’intervento.

Quali sono i rischi e le complicanze dell'intervento di ginecomastia? 

  • Ecchimosi.
  • Sieromi; talvolta si rende necessario l’aspirazione, anche ripetutamente, 1 o 2 volte la settimana.
  • Ematomi, raramente si rende necessario il drenaggio dell’ematoma e il controllo dell'emostasi.
  • Infezioni, rara e in genere di scarsa entità. Necessità di antibioticoterapia per la sua risoluzione.
  • Ritardi di guarigione delle ferite e diastasi delle ferite, con formazione di piccole ulcere e croste.
  • Espulsione del filo di sutura con dolore e rossore della zona interessata (reazione infiammatoria ai punti di sutura).
  • Permanenza di una sensazione di formicolio e riduzione/alterazione/perdita della sensibilità (ipoestesia, parestesia e anestesia). Rara, generalmente la sensibilità viene riacquistata entro 6 settimane.
  • Irregolarità e rilassamenti della superficie cutanea nelle zone trattate, specie in pazienti non giovani o con pelle anelastica.
  • L’ischemia e la necrosi dell’areola: Rara, caratterizzata da una degenerazione irreversibile del tessuto areolare.
  • Asimmetrie nel risultato finale. Frequentemente i pazienti obesi e i pazienti che hanno avuto un calo ponderale importante presentano un’asimmetria delle mammelle che non sempre è possibile correggere completamente durante l’intervento per il trattamento della ginecomastia.
  • Cicatrici molto evidenti, abbondanti (ipertrofiche), o espansive e dolenti (cheloidee). Alcuni individui sono a maggior rischio di sviluppare delle brutte cicatrici dopo un qualsiasi tipo di intervento, non importa quanto bene sia stata fatta la sutura o quanto scrupolosamente il paziente abbia seguito i consigli del medico. Le persone con un fototipo scuro sviluppano più frequentemente degli altri individui delle cicatrici ipertrofiche o cheloidee perché geneticamente predisposti