L'OBESITÀ

Combatti l'obesità per migliorare la qualità della tua vita e sentirti bene col tuo corpo!

Mario Dini

Che cos'è la mastopessi o lifting del seno cadente?

Le pazienti che hanno avuto un dimagrimento importante a seguito di una dieta drastica o, nei casi di obesità, di un percorso di chirurgia bariatrica, presentano frequentemente uno scivolamento verso il basso del parenchima mammario, condizione definita ptosi mammaria.

Sulla base della posizione del complesso areola-capezzolo rispetto al solco inframammario si identificano tre gradi di ptosi, lieve, moderata e severa.

I pazienti ex obesi che hanno avuto un calo ponderale importante spesso presentano una ptosi di grado severo, quindi con il complesso areola-capezzolo al di sotto del solco inframammario.

Gradi di Ptosi Mammaria

La mastopessi, o lifting del seno, è un intervento chirurgico che ha come scopo quello di sollevare il seno cadente. Il parenchima mammario viene riposizionato e rimodellato, il complesso areola-capezzolo è fatto risalire nella posizione corretta e la cute in eccesso viene eliminata.

In base alla forma del seno, alle alterazioni presenti e alle aspettative della paziente il chirurgo indicherà le possibili strategie ricostruttive per conseguire il risultato desiderato.

Indicazioni alla mastopessi

Tutte le donne che in seguito ad un calo di peso importante, ad esempio coloro che hanno affrontato il percorso di dimagrimento da una condizione di obesità, hanno sperimentato uno scivolamento verso il basso, una ptosi, della mammella.

Tecnica Chirurgica

Esito della Mastopessi sul SenoMastopessi Periareolare

In pazienti con ptosi mammaria di grado lieve, quando il complesso areola-capezzolo si trova alla stessa altezza del solco inframammario, è indicata la mastopessi con cicatrice periareolare. Tale tecnica consiste nell’asportazione del solo anello di cute attorno all’areola. Al termine dell’intervento residuerà solamente una cicatrice periareolare.

Mastopessi Verticale

In pazienti con ptosi mammaria di grado moderato, quando il complesso areola-capezzolo si trova al di sotto del solco inframammario, è indicata una mastopessi con cicatrice verticale. Tale tecnica consiste nell’asportazione della cute periareolare e del polo inferiore della mammella, con rimodellamento della ghiandola. Al termine dell’intervento residuerà una cicatrice periareolare (attorno all’areola) e una cicatrice verticale (dall’areola fino al solco inframammario).

Mastopessi a “T” Invertita

In pazienti con ptosi mammaria di grado severo, quando il complesso areola-capezzolo si trova oltre 3 cm al di sotto del solco inframammario, è indicata una mastopessi con cicatrice a “T” invertita. Tale tecnica consiste nel rimodellamento della ghiandola e nell’asportazione della cute periareolare, del polo inferiore della mammella e del tratto orizzontale lungo il solco inframammario. Al termine dell’intervento residuerà una cicatrice periareolare (attorno all’areola), una cicatrice verticale (dall’areola fino al solco inframammario) e orizzontale nel solco inframammario.

Nel caso di mammelle ptosiche e di volume ridotto, ipotrofiche, può essere necessario aumentarne il volume, oltre che sollevarle e rimodellare, mediante protesi in silicone o utilizzando il tessuto mammario della paziente stessa, come una vera e propria autoprotesi. Frequentemente le pazienti che hanno avuto un calo ponderale importante presentano delle profonde alterazioni della mammella:

  • Una ptosi severa, scivolamento verso il basso, della mammella.
  • Un’importante perdita di volume nel polo superiore della mammella, con appiattimento del tessuto contro la superficie del torace.
  • Una cute frequentemente atrofica, inelastica e ridondante.
  • La presenza di una piega adipocutanea che origina dalla superficie laterale della mammella e raggiunge la superficie laterale e posteriore del torace.

Per correggere queste alterazioni è spesso necessario ricorrere ad una mastopessi a “T” invertita, con cicatrice periareolare, verticale e orizzontale nel solco inframammario.

mastopessiMastopessi con Aumento di Volume

Durante l’intervento di mastopessi, quando si rende necessario aumentare il volume delle mammelle, è possibile ricorrere all’inserimento di una protesi in silicone al di sotto del muscolo pettorale (immagine a sinistra) o al di sotto della ghiandola mammaria (immagine a destra).

L’aumento di volume mediante l’utilizzo di protesi mammarie può essere realizzato indipendentemente dalla tecnica chirurgica usata per la mastopessi:

  • Mastopessi periareolare con aumento di volume.
  • Mastopessi verticale con aumento di volume.
  • Mastopessi a “T” invertita con aumento di volume.

Come si svolge la visita pre-operatoria?

Durante la prima visita il chirurgo valuterà attentamente la storia clinica della paziente, i precedenti interventi chirurgici, l’anamnesi farmacologica, l’eventuale presenza di allergie e le motivazioni che hanno spinto la paziente verso questa tipo di procedura.

E' molto importante che la paziente fornisca una storia clinica approfondita e dettagliata in quanto tutte le informazioni così ottenute possono prevenire l’insorgenza di complicazioni. Alla domande sui farmaci si deve includere qualsiasi integratore alimentare o preparato a base di erbe (ginkgo biloba, ginseng…) dato che questi possono influire sulla pressione arteriosa e sulla coagulazione. L'onestà riguardo al fumo e l’alcool è molto importante perché entrambi influenzano la capacità di guarigione e il tempo necessario al recupero postoperatorio.

Durante l’esame obbiettivo il chirurgo esaminerà attentamente le alterazioni morfofunzionali delle mammelle e la qualità della cute. Sarà osservato e valutato il grado di ptosi, la posizione del complesso areola-capezzolo e il volume delle mammelle. Frequentemente nelle pazienti che hanno avuto un calo ponderale importante le alterazioni a livello della mammella interessano anche la superficie laterale del torace e sarà possibile osservare anche la presenza di una piega adipocutanea in regione ascellare.

Dopo aver esaminato la storia clinica il chirurgo si informerà sulle priorità e sulle motivazioni della paziente, affrontando tutti i suoi dubbi e tutte le sue preoccupazioni.

Al termine della visita il chirurgo indicherà le strategie terapeutiche più appropriate, spiegando i vantaggi e gli svantaggi delle diverse procedure. A questo punto la paziente sarà in grado di prendere una decisione e, se lo desidera, verrà programmato l’intervento. La decisione di sottoporsi ad un intervento chirurgico è molto importante e deve essere valutata sempre molto attentamente.

Durante la visita le pazienti che lo desiderano potranno farsi accompagnare da un familiare o da un amico.

Istruzioni per la paziente

  • Prima dell'intervento la paziente dovrà fare un'ecografia al seno o una mammografia, e i risultati dell’esame dovranno essere mostrati al chirurgo.
  • Nei giorni precedenti l’intervento la paziente non dovrà assumere aspirina o altri farmaci, compresi i prodotti di erboristeria, che possano influenzare la coagulazione. Questi farmaci sono generalmente prescritti per patologie cardiocircolatorie e la loro sospensione, o la loro sostituzione, dovrà essere valutata e autorizzata dal medico curante.
  • Nei giorni precedenti l’intervento la paziente dovrà segnalare immediatamente al chirurgo l’insorgenza di raffreddore, mal di gola, tosse o malattie della pelle.
  • Nel periodo preoperatorio e postoperatorio la paziente dovrà astenersi dal fumo. Nel caso in cui risultasse particolarmente difficile la paziente dovrà ridurre il più possibile il numero di sigarette fumate ed informare il chirurgo.
  • Il giorno prima dell’intervento la paziente dovrà praticare un bagno di pulizia accurato e completo; dovrà rimuovere lo smalto dalle unghie delle mani e dei piedi; dovrà depilare le ascelle.
  • A partire dalla mezzanotte del giorno prima dell’intervento la paziente non dovrà assumere cibi o bevande, se non diversamente indicato al momento del colloquio con lo specialista.
  • La paziente dovrà indossare un indumento da notte con maniche molto comode e completamente apribile sul davanti.
  • Fin dal primo giorno postoperatorio la paziente sarà incoraggiata ad alzarsi da letto e deambulare, anche se il seno potrebbe essere ancora dolorante. Questo per evitare che si formino dei coaguli di sangue a livello delle gambe.
  • Gli antibiotici devono essere presi due volte al giorno, iniziando la sera prima dell'intervento e continuando per cinque giorni, fino al termine della confezione.
  • Dopo l’intervento la paziente dovrà indossare per circa un mese un reggiseno in tessuto elastico con apertura anteriore, reggiseno contenitivo di tipo chirurgico.
  • Al momento della dimissione la paziente dovrà essere accompagnata a casa in automobile e lascerà l’ospedale con una medicazione compressiva che verrà rimossa dopo circa una settimana.
  • Una volta che la paziente viene dimessa la terapia antalgica, contro il dolore, sarà continuata con la prescrizione di paracetamolo in compresse da 1000 mg.
  • La maggior parte dei punti di sutura sono intradermici e riassorbibili, vengono degradati dall’organismo senza bisogno di essere tolti. I punti staccati che sono presenti verranno rimossi dopo circa una settimana.
  • Durante le prime settimane dopo l’intervento è possibile che la paziente presenti delle alterazioni della sensibilità a livello delle mammelle. Normalmente con il tempo queste alterazioni tenderanno a sparire, generalmente entro le 6 settimane.
  • Durante la prima settimana la paziente dovrà evitare di fare sforzi.
  • E’ possibile praticare una doccia di pulizia solo dopo la rimozione di eventuali punti di sutura e comunque su indicazione del chirurgo, dopo il controllo della ferita.
  • E’ consentita una cauta ripresa dell’attività sessuale, non prima di 7 giorni.
  • Dopo circa una settimana sarà possibile riprendere l’attività lavorativa, anche in base alla professione svolta.
  • Nelle prime 2 settimane postoperatorie ci si deve astenere da qualsiasi attività fisica intensa.
  • Eventuali attività sportive potranno essere riprese dopo 1 mese, salvo diversa indicazione del chirurgo.
  • Si deve evitare l’esposizione ai raggi solari della cicatrice per almeno 60 giorni. Per circa un anno si dovrà mettere sulle cicatrici una crema solare con protezione 50+, per evitare che questa assuma un colore diverso, più scuro, rispetto a quello della cute circostante.
  • Nei primi 6 mesi dopo l’intervento le cicatrici saranno più evidenti ma con il tempo miglioreranno gradualmente e, dopo circa un anno dall’intervento, perderanno il loro aspetto rossastro e rilevato. Alcuni individui sono a maggior rischio di sviluppare delle brutte cicatrici (ipertrofiche, cheloidee…) dopo un qualsiasi tipo di intervento, non importa quanto bene sia stata fatta la sutura o quanto scrupolosamente il paziente abbia seguito i consigli del medico. Le persone con fototipo scuro sviluppano più frequentemente degli altri delle cicatrici ipertrofiche o cheloidee perché geneticamente predisposti.

Che tipo di anestesia viene praticata?

L'anestesia è un aspetto essenziale di qualsiasi intervento chirurgico e deve essere eseguita sempre nel modo più sicuro.

L'anestesia generale è la forma più profonda di anestesia. Il paziente è addormentato, non sente dolore e non ricorda la procedura. Questo tipo di anestesia è di solito quella preferita per gli interventi di mastopessi.

La sedazione intravenosa è una combinazione di anestesia locale e di sedazione per via endovenosa. Il paziente respira in modo autonomo ma si trova in uno stato di sonno profondo durante tutta la procedura. Non sente nessun dolore e non si ricorda della procedura. La sedazione intravenosa non è generalmente usata per gli interventi di mastopessi.

Una forma intermedia di anestesia, e relativamente nuova, è la maschera laringea (LMA, laryngeal mask airway). Con la maschera laringea il paziente respira in modo autonomo ed i gas anestetici lo mantengono addormentato durante tutta la procedura. Al termine dell’intervento i gas sono chiusi e ci si sveglia dal sonno. Il paziente non sente alcun dolore e non ricorderà la procedura. Questo tipo di anestesia è una valida alternativa all’anestesia generale, sempre che ci siano le indicazioni e le condizioni.

Cosa posso aspettarmi dopo la mastopessi?

Immediatamente dopo l'intervento la paziente noterà un miglioramento nel profilo del seno, anche se un lieve gonfiore potrà richiedere alcune settimane prima di ridursi.

Sarà possibile riprendere le normali attività quotidiane anche il giorno dopo l'intervento. Dopo circa una settimana sarà possibile riprendere l’attività lavorativa, mentre ci si deve astenere da qualsiasi attività sportiva durante il primo mese.

Quali sono i rischi e le complicanze della mastopessi?

Le complicanze più frequenti dell’intervento di mastopessi sono:

  • Asimmetria delle mammelle. Frequentemente le pazienti che hanno avuto un calo ponderale importante presentano un’asimmetria delle mammelle che non sempre è possibile correggere durante l’intervento di mastopessi.
  • Ematoma. Alcune volte si rende necessario il drenaggio dell’ematoma e il controllo dell’emostasi.
  • Infezione. Come per qualsiasi intervento chirurgico anche dopo l’intervento di mastopessi può verificarsi un’infezione. E’ una complicanza rara e richiede un’antibioticoterapia per la sua risoluzione.
  • Ritardi di guarigione delle ferite e diastasi delle ferite, con formazione di piccole ulcere e croste.
  • Espulsione del filo di sutura con dolore e rossore della zona interessata (reazione infiammatoria ai punti di sutura).
  • Necrosi del tessuto e/o del complesso areola-capezzolo. E’ una complicanza rara e si verifica nel caso in cui venga compromessa la vascolarizzazione dei tessuti, in seguito alla formazione di un ematoma o a causa di un’infezione. C’è un leggero aumento del rischio nella mastopessi con aumento di volume.
  • Ptosi ricorrente della mammella. Nelle pazienti che hanno avuto un calo ponderale importante può verificarsi un nuovo scivolamento verso il basso del parenchima mammario a causa dell’eccessiva lassità cutanea. La cute delle pazienti è spesso atrofica e inelastica, offre uno scarso supporto al parenchima mammario.
  • Appiattimento del profilo della mammella. Questa complicanza si verifica quasi esclusivamente nell’intervento di mastopessi periareolare, questa tecnica chirurgica è comunque usata raramente nelle pazienti che hanno avuto un calo ponderale importante.
  • Cicatrici molto evidenti, abbondanti (ipertrofiche), o espansive e dolenti (cheloidee). Nelle maggior parte delle donne le cicatrici perderanno il loro aspetto rossastro e rilevato all’incirca dopo un anno dall’intervento. In alcuni casi invece le cicatrici possono diventare ipertrofiche o cheloidee, un evenienza che le rende molto più evidenti. Alcuni individui sono a maggior rischio di sviluppare delle cicatrici anomale dopo un qualsiasi tipo di intervento, non importa quanto bene sia stata fatta la sutura o quanto scrupolosamente il paziente abbia seguito i consigli del medico. Le persone con un fototipo scuro sviluppano più frequentemente degli altri individui delle cicatrici ipertrofiche o cheloidee perché sono geneticamente predisposti. Le cicatrici ipertrofiche tendono a risolvere spontaneamente con il tempo e possono essere trattate con i cerotti al silicone. I cheloidi sono invece difficili da trattare e il rischio di ricorrenza è elevato. Una terapia efficace consiste nell’iniezione intralesionale di Kenacort (triamcinolone acetonide), anche se spesso è necessario ripeterla più volte nel tempo.