L'OBESITÀ

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Mario Dini

Gastroplastica Verticale

La gastroplastica verticale VBG (Vertical Banded Gastroplasty) consiste nella creazione di una piccola tasca gastrica (20-30 cc) che comunica con il resto dello stomaco tramite uno stretto orifizio, di circa 1 cm.

Aesthetic Surgery After Massive Weight Loss Copyright © 2007 Elsevier Inc. All rights reserved Author(s): J. Peter Rubin, MD, and Alan Matarasso, MD ISBN: 978-1-4160-2952-6.

La gastroplastica può essere effettuate sia con tecnica laparotomica che con tecnica laparoscopica (6 piccole incisioni da 0,5 a 2 cm). La tecnica laparoscopica determina un allungamento del tempo operatorio ma la ripresa nel periodo post-operatorio è più rapida e il rischio di ernie incisionali è minore.

Le indicazioni alla gastroplastica verticale sono: Pazienti con BMI compreso tra 35 e 50 Kg/m2 e che presentano tutte le caratteristiche necessarie per un adeguato adattamento alle regole alimentari indotte dall’intervento.
Le controindicazioni alla gastroplastica verticale sono:

  • Pazienti super-obesi, con BMI superiore a 50 (controindicazione relativa). 
  • Pazienti con scarsa compliance e/o disordini maggiori del comportamento alimentare (bulimia “nervosa”).
  • Pazienti che mangiano molti cibi dolci (controindicazione assoluta).


I vantaggi di questa tecnica sono: la relativa semplicità della tecnica di esecuzione, l’assenza di alterazioni nei meccanismi della digestione, un rischio basso di carenze metaboliche e nutrizionali, poche complicazioni a distanza nel tempo, e un rischio operatorio limitato.

Gli svantaggi principali sono: il rischio di non conseguire un calo ponderale importante con la possibilità di recuperare il peso perso negli anni successivi. Questo fenomeno è frequentemente determinato dalla scarsa collaborazione del paziente.

L' effetto collaterale più frequente della gastroplastica verticale è il vomito. Se l’alimentazione, pur con i cibi solidi, è troppo abbondante o troppo veloce gli episodi di vomito possono essere anche molto frequenti. Nei pazienti operati è indicata un’alimentazione basata su pasti frazionati di piccolo volume, inoltre si deve masticare lentamente e ingerire bocconi di piccole dimensioni.

Nel tempo, a causa degli aumenti di pressione all’interno della tasca gastrica, può verificarsi il cedimento della sutura e il conseguente aumento dell’alimentazione, con il recupero del peso perso. Oppure può verificarsi la progressiva dilatazione della tasca gastrica con il conseguente aumento dell’alimentazione e la successiva difficoltà di svuotamento che determina episodi ricorrenti di vomito.

Con la gastroplastica verticale si ottiene una riduzione media del 50-60% dell’eccesso di peso, con un’ampia variabilità da paziente a paziente, come per tutti gli interventi di chirurgia bariatrica.

La gastroplastica verticale è un ottimo compromesso tra risultati (buoni) e rischi (bassi), con poche complicazioni a distanza, ma tuttavia richiede un costante impegno del paziente per seguire le regole alimentari necessarie per ottenere un calo ponderale importante.

G. Silecchia,U. Elmore, N. Perrotta, N. Basso: Tecniche di chirurgia bariatrica laparoscopica. Elsevier Masson SAS, Paris. Tecniche chirurgiche - Addominale, 40-380, 2003.