L'OBESITÀ

Combatti l'obesità per migliorare la qualità della tua vita e sentirti bene col tuo corpo!

Mario Dini

Che cos'è l'Addominoplastica dopo la perdita di peso?

L’addominoplastica, o dermolipectomia addominale, è una procedura chirurgica che ha come scopo quello di:

  • Rimuovere la cute e il tessuto adiposo presenti in eccesso a livello addominale.
  • Rinforzare la parete addominale anteriore.
  • Riparare la diastasi dei muscoli retti, quando presente.

L'intervento di addominoplastica è uno dei più richiesti: 

  • nell'ambito della chirurgia plastica ricostruttiva post bariatrica e, quindi, da pazienti precedentemente affetti da obesità; 
  • da coloro (donne e uomini) che hanno subito un forte dimagrimento a seguito di una dieta o improvviso.  

Dopo l’intervento di addominoplastica residueranno due cicatrici. Una piccola cicatrice attorno all’ombelico ed una cicatrice più lunga nella porzione inferiore dell’addome, facilmente occultabile al di sotto degli slip.

Addominoplastica: Intervento e Cicatrici
addominoplastica

Frequentemente l’addominoplastica è combinata alla liposuzione dell’addome e dei fianchi, per eliminare gli accumuli localizzati di tessuto adiposo e ottimizzare il risultato estetico finale.

Quando i pazienti sono selezionati in modo appropriato ci si può aspettare un grande miglioramento nel profilo dell’addome.

Indicazioni per l'addominoplastica 

Le indicazioni all’intervento di addominoplastica nella chirurgia ricostruttiva dell’obesità sono:

  • Pazienti che in seguito ad un importante calo ponderale presentano a livello addominale un mantello adipocutaneo ridondante.
  • Pazienti con diastasi dei muscoli retti dell’addome e marcata debolezza strutturale e funzionale della parete addominale anteriore.

L’addominoplastica non è un trattamento chirurgico finalizzato alla perdita di peso. I pazienti con obesità centrale, periferica o diffusa non ricevono alcun beneficio dall’intervento di addominoplastica, se non dopo un importante calo ponderale.

Tecnica chirurgica

L’intervento di addominoplastica inizia con un’incisione cutanea trasversale, sovrapubica, che si estende fino alle spine iliache anterosuperiori. La cute ed il tessuto adiposo dell’addome sono separati dal piano muscolare e l’ombelico viene isolato dalla cute circostante.

Successivamente i muscoli retti dell’addome sono suturati lungo la linea mediana, in modo da rinforzare la parete addominale, e il tessuto in eccesso viene asportato. L’intervento termina con il riposizionamento dell’ombelico e con la sutura dell’incisione sovrapubica in modo da ottenere una cicatrice facilmente occultabile al di sotto degli slip.

Tecnica Chirurgica dell'Addominoplastica

Durante l’intervento verranno posizionati due drenaggi che saranno rimossi alcuni giorni dopo, quando il contenuto nelle 24h sarà inferiore a 30cc.

Esito dell'Addominoplastica

La durata complessiva dell’intervento è di circa 3 h.

Varianti dell’intervento chirurgico

Addominoplastica Fleur-de-Lis:

L’addominoplastica Fleur-de-Lis combina un’escissione verticale dei quadrati superiori dell’addome alla normale addominoplastica. Questo tipo di intervento è indicato in quei pazienti che, in seguito ad un calo ponderale importante, presentano oltre alla lassità verticale della porzione inferiore dell’addome anche una significativa lassità orizzontale dei quadranti superiori dell’addome. Al termine dell’intervento residueranno, oltre alle due cicatrici caratteristiche dell’addominoplastica, anche una lunga cicatrice verticale che si estende dal processo xifoideo dello sterno fino al pube. Per questo motivo i vantaggi procurati dall’escissione verticale devono essere rapportati agli inestetismi causati dalla presenza di una lunga cicatrice verticale nell’addome. L’addominoplastica Fleur-de-Lis è solitamente realizzata in quei pazienti che presentano una cicatrice laparotomica come conseguenza di un intervento chirurgico realizzato con tecnica open.

Come si svolge la visita pre-operatoria?

Durante la prima visita il chirurgo valuterà attentamente la storia clinica del paziente, i precedenti interventi chirurgici, l’anamnesi farmacologica, l’eventuale presenza di allergie e le motivazioni che hanno spinto il paziente verso questa tipo di procedura.

E' molto importante che il paziente fornisca una storia clinica approfondita e dettagliata in quanto tutte le informazioni così ottenute possono prevenire l’insorgenza di complicazioni. Alla domande sui farmaci si deve includere qualsiasi integratore alimentare o preparato a base di erbe (ginkgo biloba, ginseng…) dato che questi possono influire sulla pressione arteriosa e sulla coagulazione. L'onestà riguardo al fumo e l’alcool è molto importante perché entrambi influenzano la capacità di guarigione e il tempo necessario al recupero postoperatorio.

Dopo aver esaminato la storia clinica il chirurgo valuterà le priorità e le motivazioni del paziente, affrontando tutti i suoi dubbi e tutte le sue preoccupazioni.

Al termine della visita il chirurgo indicherà le strategie terapeutiche più appropriate, spiegando i vantaggi e gli svantaggi delle diverse possibilità. A questo punto il paziente potrà prendere una decisione e, se lo desidera, verrà programmato l’intervento. La decisione di sottoporsi ad un intervento chirurgico è molto importante e deve essere valutata sempre molto attentamente.

Durante la visita i pazienti che lo desiderano possono farsi accompagnare da un familiare o da un amico.

Istruzioni per il paziente

  • Nei giorni precedenti l’intervento il paziente non dovrà assumere aspirina o altri farmaci, compresi i prodotti di erboristeria, che possano influenzare la coagulazione. Questi farmaci sono generalmente prescritti per patologie cardiocircolatorie e la loro sospensione, o la loro sostituzione, dovrà essere valutata e autorizzata dal medico curante.
  • Nel periodo preoperatorio e postoperatorio il paziente dovrà astenersi dal fumo. Nel caso in cui risultasse particolarmente difficile il paziente dovrà ridurre il più possibile il numero di sigarette fumate ed informare il chirurgo.
  • Durante i primi quattro giorni il paziente deve mantenere una posizione semiflessa, sia a letto che quando cammina. La mobilizzazione inizia nell’arco della prima mattina postoperatoria e il paziente verrà aiutato a camminare mantenendo una posizione del tronco leggermente flessa.
  • Durante la terza giornata postoperatoria verranno rimossi i drenaggi, se l’aspirato delle 24 ore è inferiore a 30 ml, ed il paziente verrà dimesso.
  • Una volta che il paziente viene dimesso la terapia antalgica, contro il dolore, è continuata con la prescrizione di paracetamolo in compresse da 1000 mg.
  • La maggior parte dei punti sono intradermici e riassorbibili, vengono degradati dall’organismo senza bisogno di essere tolti. Tuttavia vengono messi anche alcuni punti staccati, i primi verranno rimossi dopo circa una settimana e, nel giro di 15 giorni, verranno rimossi tutti.
  • Per alcune settimane è normale avvertire una ridotta sensibilità cutanea dell’addome.
  • La convalescenza dura circa 3 settimane; il movimento e l’attività fisica vanno ripresi con calma. Il ritorno alle normali attività può avvenire in circa due settimane. L’attività sportiva va evitata per almeno un mese.
  • Si deve evitare l’esposizione ai raggi solari della cicatrice per almeno 60 giorni. Per circa un anno si dovrà mettere sulla cicatrice una crema solare con protezione 50+, per evitare che questa assuma un colore diverso dalla cute circostante.
  • Nei primi 6 mesi dopo l’intervento le cicatrici saranno più evidenti ma in seguito miglioreranno gradualmente e a un anno dall’intervento perderanno il loro aspetto rossastro e rilevato. Alcuni individui sono a maggior rischio di sviluppare delle cicatrici molto evidenti (ipertrofiche o cheloidee) dopo un qualsiasi tipo di intervento, non importa quanto bene sia stata fatta la sutura o quanto scrupolosamente il paziente abbia seguito i consigli del medico. Le persone con fototipo scuro sviluppano più frequentemente degli altri delle cicatrici ipertrofiche o cheloidee perché geneticamente predisposti.

Che tipo di anestesia viene praticata?

L'anestesia è un aspetto essenziale di qualsiasi intervento chirurgico e deve essere eseguita sempre nel modo più sicuro.

L'anestesia generale è la forma più profonda di anestesia. Il paziente è addormentato, non sente dolore e non ricorda la procedura. Questo tipo di anestesia è di solito quella preferita per gli interventi di addominoplastica.

La sedazione intravenosa è una combinazione di anestesia locale e di sedazione per via endovenosa. Il paziente respira in modo autonomo ma si trova in uno stato di sonno profondo durante tutta la procedura. Non sente nessun dolore e non si ricorda della procedura. La sedazione intravenosa non è generalmente usata per gli interventi di addominoplastica.

Una forma intermedia di anestesia, e relativamente nuova, è la maschera laringea (LMA, laryngeal mask airway). Con la maschera laringea il paziente respira in modo autonomo ed i gas anestetici lo mantengono addormentato durante tutta la procedura. Al termine dell’intervento i gas sono chiusi e ci si sveglia dal sonno. Il paziente non sente alcun dolore e non ricorderà la procedura. Questo tipo di anestesia è una valida alternativa all’anestesia generale, sempre che vi siano le indicazioni e le condizioni.

Cosa posso aspettarmi dall'addominoplastica?

Il paziente noterà immediatamente un miglioramento nel profilo dell’addome. L’aspetto continuerà a migliorare nelle settimane successive all’intervento mentre il gonfiore e la tumefazione si risolveranno.

Il paziente deve alzarsi da letto e camminare fin dal primo giorno postoperatorio, anche se il dolore potrà persistere per alcuni giorni dopo l’intervento. In poco tempo il paziente sarà in grado di riprendere le normali attività quotidiane ed in tre settimane potrà ritornare alla completa attività fisica non sportiva.

Quali sono i rischi e le complicanze dell'addominoplastica?

  • Il ritardo di guarigione e la diastasi della ferita chirurgica, quando una parte della ferita appare deiscente e non rimarginata, si verificano più frequentemente nei pazienti fumatori e possono richiedere anche un secondo intervento correttivo.
  • Una cicatrizzazione ipertrofica, rossastra rilevata e caratterizzata da un’eccessiva produzione di tessuto connettivo, è una complicazione che può richiedere anche un secondo intervento correttivo.
  • Ematoma e sieroma sono due complicazioni relativamente frequenti. La prima necessita del drenaggio dell’ematoma e del controllo dell’emostasi. Il sieroma invece deve essere aspirato, talvolta ripetutamente, 1 o 2 volte la settimana.
  • L’infezione è una complicanza rara, frequentemente causata da sieromi non correttamente trattati e che in un secondo tempo si infettano. Per questo motivo è molto importante ricercare sempre l’eventuale presenza di sieromi prima di rimuovere i drenaggi. Per la sua risoluzione è necessaria un’antibioticoterapia mirata e, talvolta, anche una revisione chirurgica.
  • La necrosi del lembo addominale o dell’ombelico è una complicanza temibile ma fortunatamente rara. Si verifica più frequentemente nei pazienti fumatori e nei pazienti che presentano delle cicatrici che diminuiscono la vascolarizzazione del lembo, come le incisioni sottocostali e le laparotomie trasversali tipo Chevron.
  • La tromboembolia è la complicanza più grave di un’addominoplastica. La riduzione dei tempi operatori, l’utilizzo di calze antitrombo, la somministrazione di eparina a basso peso molecolare e la mobilizzazione precoce del paziente ne riducono il rischio.